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6 Marzo 2024Un esercizio comune in molti allenamenti, in particolare per il pavimento pelvico, è quello del “ponte“, in cui dalla posizione supina, con le gambe piegate e i piedi in appoggio, si solleva il bacino.
Come per tutti gli esercizi, è importante chiedersi qual è la sua funzione per il benessere e la salute della vita quotidiana.
Se un esercizio viene eseguito in modo meccanico, senza essere pensato e integrato nella funzione per la quale è utile, diventa un’operazione artificiale, senza un senso concreto per il nostro sistema nervoso centrale.
Ad esempio, se vogliamo allenare il pavimento pelvico perché sia un buon supporto nella postura e nella dinamica, ossia quando siamo in posizione eretta o quando camminiamo, corriamo, saltiamo, è fondamentale creare una spinta dai piedi alla testa. Ecco perché la posizione della testa deve essere in una zona “neutra”, così da poter rispondere al movimento del bacino.
Testa e bacino sono un’unità attraverso il collegamento della colonna e dialogano sempre: la testa è la centralina del nostro orientamento, il bacino sostiene la testa in questa funzione, che richiede un continuo assestamento dell’equilibrio nello spostamento di peso. Il cranio bascula sui condili occipitali così come il bacino bascula sulla testa dei femori e i due movimenti sono come un “passo a due”, una danza di coppia.
L’esercizio del ponte, se eseguito in modo funzionale, aiuta a chiarire nella mappa corticale questo dialogo, migliorando la postura in dinamica.
Il Metodo Feldenkrais ci permette questo allenamento funzionale, in quanto ci propone l’esperienza dell’anatomia in movimento, non secondo un modello o un’idea del movimento dettati dalla mente e permettendo invece al sistema nervoso centrale di trovare la strada più economica e quindi più efficiente.
Puoi seguire la lezione in questo video, in cui mostro come tenere il mento fisso vicino alla gola non permette alla forza di passare dai piedi, attraverso l’intera colonna, al cranio, dove si trovano le prime due vertebre: atlante ed epistrofeo. Se la testa rimane in posizione fissa, con il mento chiuso verso la gola e quindi azzerando la curva cervicale, i vari segmenti della colonna non possono lavorare in armonia e non ci può essere la giusta sinergia tra i muscoli estensori e flessori. La spinta dei piedi si ferma e non arriva alla testa, quindi viene a mancare quell’allenamento prezioso per avere un buon sostegno e una buona spinta nelle azioni in posizione eretta.





