
I vantaggi di un allenamento funzionale
21 Febbraio 2024
Embodiment Yin Yoga: una formula innovativa
11 Marzo 2024Lo psoas, per l’esattezza l’ileopsoas, è un muscolo di cui si legge e si parla molto. Chiamato anche “muscolo dell’anima”, esso svolge sicuramente un ruolo importante per il nostro stato d’animo in quanto collegato al movimento del diaframma toracico, quindi alla respirazione che a sua volta se non è libera, piena, completa, è espressione di uno stato d’ansia o di alti livelli di stress.
E’ in realtà composto da tre muscoli:
- il grande psoas, che va da T12 al piccolo trocantere
- il piccolo psoas, che va da T12 a L4 e ha un’inserzione sulla linea pettinea del ramo pubico
- l’iliaco, che passa davanti ai processi laterali dell’osso sacro.
Questi tre muscoli a un certo punto si uniscono e terminano in un unico tendine.
Ai fini dell’esercizio che ti propongo nel video, in cui ti guido a fare esperienza del movimento attraverso lo psoas, possiamo continuare a chiamarlo psoas e a visualizzarlo come due grandi cavi elastici che a partire dall’ultima vertebra toracica passano ai lati dei corpi anteriori della colonna, attraversano entrambi i lati del bacino e giungono alla coscia (mostro questa immagine nel video).
Utilizzo le immagini anatomiche in modo semplificato ed evocativo, così da aiutarti a fare esperienza della tua anatomia in movimento, usando uno sguardo da “dentro” il corpo. Finché ci muoviamo pensando all’immagine esterna del corpo, non possiamo sapere che cosa davvero facciamo e di conseguenza nemmeno migliorare le nostre azioni con una reale competenza di noi stessi.
Se non sai quello che fai, non puoi fare quello che vuoi.
(Moshe Feldenkrais)
Tornando ai collegamenti dello psoas, dopo il diaframma toracico dobbiamo nominare il “diaframma” pelvico, con tutta l’area del basso addome, comprese le articolazioni delle anche.
Lo psoas è un “vicino” dell’intestino, quindi da collegarsi al buon funzionamento intestinale e se c’è compressione viscerale diventa difficile anche la digestione. Non soltanto per lo psoas contratto, ma anche per la respirazione limitata, laddove lo psoas contratto può essere causa o effetto. Tutto deve danzare all’unisono: se uno dei “ballerini” non esegue la sua coreografia, ne risentono tutti gli altri e la danza non dipende soltanto da muscoli, organi, tendini e ossa, ma anche dalla fascia che tutto connette.
Lo psoas può incidere sulla salute della schiena, in particolare la zona lombare, ma anche dorsale e cervicale e dato che passa a ponte davanti all’articolazione sacro-iliaca, se troppo teso può aumentare la compressione in questa zona e causare dolore all’inguine.
Io lo considero parte degli addominali, non perché sia ritenuto tale dall’anatomia, ma perché di fatto è uno dei muscoli più grandi della parte anteriore e coinvolto nella stazione eretta, così come in tutti i movimenti delle gambe in relazione al tronco e viceversa. E lavora in sinergia con il gluteus maximus, per cui se è “accorciato” limita il buon funzionamento di questi potenti muscoli.
Lo psoas è un flessore dell’anca, ma anziché fermarci a questa definizione, nella lezione a video ti propongo di farne un’esperienza più ricca.: il movimento del bacino e delle anche nelle diverse possibilità e lo psoas si allena a essere tonico ed elastico per una maggiore agilità e vitalità nei tuoi movimenti naturali di tutti i giorni.
In questa esperienza imparerai a percepire il movimento proprio dallo psoas e dalla parte anteriore della tua colonna: una prospettiva diversa, come dice il titolo dell’articolo, innanzitutto perché non meccanica e poi perché utilizzi una visione “da dentro”, con un effetto potente sulla qualità del movimento.





