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(Moshe Feldenkrais)
OLTRE I LUOGHI COMUNI
Quando si parla di pavimento pelvico, spesso si pensa a gravidanza, parto, incontinenza e dolori pelvici. Tuttavia, questa regione è molto di più! E’ il centro delle emozioni, dei movimenti e delle funzioni quotidiane, ma ancora vittima di tabù: silente, sconosciuta.
UN SISTEMA COMPLESSO
Il pavimento pelvico non è solo un gruppo di muscoli, ma un’area complessa che include: – Pelle – Visceri – Corpi erettili – Muscoli – Legamenti – Fascia – Nervi – Orifizi – Vasi sanguigni e linfatici.
Quando funziona correttamente, è elastico e tonico, rispondendo spontaneamente alle necessità del momento: si sa rilassare, attivare, tendere, plasmare, modificando la propria forma in modo differenziato e “sofisticato”. E vorrei tanto poter non usare questo termine, pavimento, che lo fa sembrare un fondo piatto e rigido! Sarebbe più bello chiamarlo culla o amaca, per rendere giustizia alla sua forma organica e alla sua mobilità.
FUNZIONI ESSENZIALI
Il pavimento pelvico – culla – è molto di più della base della cavità addominale e la sua azione va ben oltre quella di contenere e supportare gli organi del piccolo bacino. Contribuisce a molte funzioni vitali:
- Parlare, cantare, gridare
- Tossire, starnutire
- Ridere
- Camminare, saltare, correre
- Sollevare pesi
- Stare in piedi.
- Supporta anche la circolazione dei fluidi e delle emozioni, influenzando il ciclo mestruale e la menopausa, con un ruolo fondamentale nell’appagamento sessale.
SINERGIA MUSCOLARE
I tre livelli muscolari del pavimento pelvico, da quello più esterno a quello più profondo (e più potente) lavorano in sinergia con i rotatori delle anche, gli addominali, i muscoli profondi della schiena, psoas e glutei. Ecco perché gli esercizi tradizionali “strizza e lascia” sono parziali e se fatti senza consapevolezza poco utili, perfino dannosi. Questo sistema polifunzionale (come descritto sopra) non può e non deve essere esercitato a zone, come un isolato rafforzamento muscolare di addome e glutei, ad esempio. In quanto sistema, va innazitutto differenziato nella percezione di sé per poter essere integrato nel movimento in modo funzionale.
CONNESSIONE ALTO E BASSO
In quello spazio contenuto nel bacino si trova il punto di congiunzione e di incontro tra alto e basso: testa e piedi, influenzando la respirazione, la postura, la voce.
L’apparato vocale e sessuale hanno la stessa origine embriologica, presentano affinità nelle forme di muscoli e ossa, sono collegati dal nervo vago e dalle fasce ed entrambi sono sistemi sospesi come tappeti elastici galleggianti: portali di comunicazione a ogni livello, fisico, emozionale, mentale.
Se il pavimento pelvico è libero, lo senti respirare, deglutire, succhiare… è per questo che possiamo partire da bocca, lingua, mandibola, gola per ottenere benefici nell’area pelvica. Quando quest’area è stata offesa e si è chiusa per difesa, un approccio diretto può essere un’ulteriore aggressione e umiliazione. Così come liberare la pelvi può aiutare a liberare la voce.
L’UNITA’ TRA TESTA E BACINO
Testa e bacino, collegati dai corpi vertebrali di cui sono le estremità, con l’atlante e il coccige
- si espandono e si restringono nella respirazione
- pompano aria, fluidi, linfa
- comunicano attraverso il nervo vago
- sono i due luoghi di partenza e di arrivo del liquido cerebrospinale.
Una limitazione o una costrizione in uno avrà effetti sull’altro e quindi vanno sempre presi in considerazione entrambi. Non si può pensare alla pelvi senza tener conto di come agisce sulla parte alta e viceversa.
FORTE E DELICATO
Non va dimenticato che a differenza degli uomini, nelle donne la pelvi è anche un passaggio, con tre orifizi invece che due, e quindi con una delicatezza da tutelare, soprattutto se si praticano sport o attività che lo mettono sotto sforzo. Si parla troppo spesso di rinforzo, senza pensare che molti problemi, come l’incontinenza o il dolore nei rapporti sessuali, è causato da un tono muscolare eccessivo che alla fine indebolisce la struttura.
LA BOLLA VISCERALE
Addominali troppo tonici comprimono la massa viscerale contenuta in una sacca (il peritoneo), creando pressione nella pelvi e/o nella parte alta del torace fino alla gola e alla bocca. La bolla viscerale non va compressa, va lasciata libera di plasmarsi e deformarsi in base alle azioni che metti in atto. Il respiro è come un’onda che sale dal basso ventre fino alla testa, aprendo spazi in tutte le cavità: torace, petto, gola, cranio che si dilatano e risucchiano l’aria… è una danza tra i diaframmi, gli organi e tutti i tuoi tessuti fino alle cellule.
In una cultura della “pancia piatta”, senza saperlo indeboliamo la “culla della vitalità”, causando problemi anche altrove, come il mal di schiena o la tensione mandibolare.
La sincronizzazione tra diaframma toracico e pelvico contribuisce a regolare la pressione intra-addominale, favorendo così condizioni più favorevoli per il ritorno venoso e linfatico.
TESSUTO CONNETTIVO
Aggiungo un aspetto ancora troppo poco preso in considerazione, ma che sta stravolgendo completamente l’approccio a un lavoro corporeo integrato ed efficace. Il tessuto connettivo, che rappresenta il 70% dei tessuti umani, attraversa l’intero corpo, per cui tutti gli elementi anatomici sono da considerarsi meccanicamente solidali gli uni agli altri e costituiscono un’unità. Essendo un continuum tissutale, una minima tensione da una parte si ripercuote su tutto l’insieme.
Il tessuto connettivo è ricco di fibre collagene ed elastiche e molto più dotato di innervazioni sensoriali rispetto ai muscoli, determinando propriocezione e interocezione, cioè la nostra capacità di abitare il corpo, sentirlo da dentro, accorgerci delle nostre emozioni, dei nostri bisogni, del nostro stato mentale…
Fino a qualche anno fa non si sapeva, ma anche la cute ha i suoi strati di connettivo che avvolge il corpo come una tuta elastica alla quale si agganciano tutti gli strati sottostanti fino alle ossa. Un tocco delicato e gentile e micromovimenti consapevoli possono migliorare il respiro, sciogliere tensioni e rigidità, diminuire lo stress, stimolare gli ormoni del piacere, riallineare le fibre collagene, rimpolpare i tessuti e ridonare morbidezza a fasce “infeltrite”.
Alla luce di tutto questo, puoi immaginare come esercizi meccanici “a zone”, eseguiti senza una percezione del corpo sottile, rischiano di irrigidirti nel lungo termine e indebolirti. Affinché i muscoli siano davvero potenti non si deve “tirare”, “forzare”, ma riorganizzarli in modo sinergico e armonioso, così da rispettare il sistema di scivolamento e scorrimento su cui si basa il corpo.
Il tessuto connettivo è il nostro lubrificante naturale e se perde questa funzione si crea attrito tra gli strati fasciali, compromettendo non soltanto i muscoli, ma l’intero organismo che si affatica, si usura, si “secca”, accelerando il processo di invecchiamento.
LE DUE REGOLE D’ORO
- Non focalizzarti sul pavimento pelvico come una parte, inizia a integrarlo come sistema.
- Non ripetere in modo meccanico e noioso esercizi ginnici a zone.
I VERI BLOCCHI
Che cosa realmente blocca uno stato sano, funzionale e responsivo dell’area pelvica?
- emozioni inespresse
- fare troppo, di fretta, senza essere presenti nel corpo e avvertirne i bisogni
- alto livello di attivazione del sistema nervoso simpatico
Tre fattori che si influenzano l’uno con l’altro in un circolo vizioso.
5 SEGNALI IMPORTANTI
Oltre ai classici problemi/disagi strettamente legati al pavimento pelvico (secchezza, incontinenza, prolassi, dolore nei rapporti, sindrome nervo pudendo ecc), questi 5 punti ti dicono che è il momento di prenderti cura di quest’area in modo integrato e globale:
- mal di schiena
- gambe stanche, pesanti
- dolore alle ginocchia
- piede piatto, alluce valgo, problemi ai piedi
- tensione mandibolare
- stanchezza, energia bassa
Io ho scelto il Metodo Feldenkrais, che negli anni ho modellato sul benessere femminile grazie a una formazione continua, studi costanti e tanta esperienza pratica.
Non sostituisce terapie o percorsi riabilitativi, ma li affianca rendendo ogni donna più consapevole, sicura e autonoma.
È un approccio somatico che ti aiuta a comprendere come funziona davvero il tuo corpo e a renderlo più efficiente nei movimenti di ogni giorno e nelle attività che ami: che sia sport, yoga, danza o anche solo il piacere di dedicarti al tuo giardino.
È tempo di vedere il corpo come un sistema vivente e dinamico, per passare
– Dal fare al sentire: per poter fare con attenzione, presenza, amore.
– Dalla correzione all’ascolto: per conoscersi e rispettarsi.
– Dall’estraneità all’intimità: per diventare gentili con noi stesse e fiduciose.
– Dalla separazione alla connessione: per riarmonizzare corpo-pensiero-emozioni-sentimenti e renderli coerenti nel nostro agire.
Spero che queste informazioni ti aiutino a portare una nuova attenzione all’area pelvica, pensandola come un’amica preziosa di cui prendersi cura e non da “aggiustare” quando, sfinita, inizia a darti problemi.




