In salute allenando le ossa

Gli odierni stili di vita, complice l’innovazione tecnologica, se da una parte hanno creato comodità, facilitando molti gesti quotidiani, hanno dall’altra indebolito le nostre abilità di movimento, rendendoci sempre più pigri. Le nostre capacità motorie diventano limitate e tendiamo a perdere il movimento spontaneo, fisiologico e naturale che ci appartiene. Tendiamo, fin dall’età scolare, a usare sempre più la mente a discapito del corpo, come se fossero entità separate, mentre invece muoverci in modo sano ci potrebbe aiutare non solo a stare meglio, ma anche a pensare meglio. Sul piano fisico indeboliamo le nostre ossa e sferriamo, senza nemmeno accorgercene, duri attacchi al nostro stato di benessere e alla nostra salute in generale, per poi ricorrere a medici, specialisti, terapie, tecniche, farmaci, esami, perfino operazioni chirurgiche. Come se star bene fosse un obiettivo difficile, se non impossibile. Basterebbe invece un uso intelligente di sé, anche e nonostante il nostro stile di vita e i limiti che pone a un movimento sano. E non è nemmeno necessario andare in palestra o sottoporsi a particolari attività fisiche: basta risvegliare il corpo e la mente nelle attività quotidiane. Il segreto sta nel prendere contatto con le ossa: la consapevolezza di questa struttura e del suo modo di funzionare ha il magico potere di riportarci a casa, in una chiara percezione di noi stessi e del nostro movimento spontaneo e intelligente. Pensa al lavoro che fanno le ossa nell’arco della tua vita: 206 ossa che lavorano assieme come gli strumenti di un’orchestra. Sta a te decidere se farle suonare in sintonia oppure non unita. Lo scheletro è un’architettura mobile di raffinatissima progettazione che permette stabilità e flessibilità, equilibrio e mobilità, forza ed elasticità, con la caratteristica di sfruttare al massimo la forza di gravità per rendere leggeri e facili i movimenti. E’ per questo che nelle lezioni Feldenkrais l’attenzione viene portata ai segmenti ossei e alle articolazioni, permettendo un’esperienza concreta di come la forza sia trasmessa attraverso lo scheletro nel rapporto con lo spazio. Per sedersi, inginocchiarsi, camminare, saltare, allugnarsi, rotolarsi, sdraiarsi…. inizia a pensare alle ossa, il loro linguaggio è fatto di ritmo e pressione. Prova ad esempio a sederti e a battere qualche volta i talloni: prima lo fai con un piede e poi con l’altro e senti la vibrazione che si crea fino alla testa. Poi gioca e fallo con entrambi i piedi contemporanemanente o in modo alternato. Infine ti fermi e senti come sei seduto, come ti percepisci. Un’altro accorgimento che puoi adottare è di notare, quando sei in una posizione, se ci sono parti di te sollevate con un lavoro muscolare eccessivo e provare a lasciarle andare. Potresti accorgerti che ci sono molti più punti di appoggio di quanto non credi che potranno eliminare sforzi inutili. E ancora: quando sei seduto/a prova a immaginare gli ischi (le ossa del bacino a contatto col sedile) come fossero piedini e sposta il tuo peso in varie parti di questi piedi…. ci sono ancora tanti piccoli trucchi che puoi adottare durante la giornata per alleviare fatica inutile, risparmiare energia e sentirti meglio, potenziando e ottimizzando il lavoro delle ossa. Nono solo: allenando le ossa tutti i giorni le rafforzi… un buon antidoto contro artrite e osteoporosi!

I consigli per una buona postura

Mi capita spesso di sentire o di leggere indicazioni per ottenere una buona postura in cui si suggerisce di rafforzare i muscoli addominali e lo stesso consiglio viene dato per lo più alle persone che soffrono di mal di schiena, in particolar modo alla zona lombare. Non è sbagliato avere addominali forti e nemmeno rafforzare qualsiasi altro gruppo muscolare, ma è importante fare alcune precisazioni:

1. le nostre azioni sono guidate da un sistema nervoso che controlla muscoli e ossa secondo una gerarchia precisa:  se vogliamo ottenere un vero cambiamento nella postura – e nei movimenti – dobbiamo rispettare le caratteristiche di questo sistema. Lo possiamo fare soltanto con strategie che incidano a livello neurologico. Si tratta di andare oltre il livello intellettuale, quello astratto e teorico, per raggiungere la parte intuitiva e istintiva del cervello, quella che controlla i movimenti e per dialogare con quella parte dobbiamo usare il suo lo stesso linguaggio, che non è fatto di parole, ma di sensazioni.

2. L’essere umano è un sistema integrato e interconnesso: in ogni movimento è coinvolta l’intera persona e non soltanto gruppi muscolari. Esercitare un gruppo di muscoli in modo isolato non è ciò che ci serve per migliorare un movimento, semplicemente perché non è ciò che accade nella realtà quando compiamo una qualsiasi azione. Se vogliamo aumentare la nostra forza, migliorare la nostra precisione, affinare i gesti ci occorre un lavoro globale e di consapevolezza su come avviene il movimento nelle sue varie componenti.

3. La postura non è una una forma ideale. Spesso quando parliamo di postura visualizziamo una posizione statica, ma è una costruzione mentale non corrispondente alla vita reale, dove ci muoviamo continuamente, a partire dal respiro, che modifica la nostra postura di momento in momento. La realtà è un continuo fluire, un cambiamento e passaggi di movimento tra l’in e l’es del respiro e tra un’azione e un altra. Se vogliamo lavorare sulla postura dobbiamo lavorare sul movimento e sull’intera persona, visto che ogni movimento coinvolge l’intero corpo, assieme al pensiero, alle emozioni, ai sentimenti. Per approfondimenti puoi leggere La postura come concetto dinamico.

I miei consigli per una buona postura non saranno quindi formati da una serie di regole o istruzioni, perché in questo modo mi rivolgerei al pensiero cosciente e non alla parte inconscia. Non è che il pensiero cosciente non possa attuare dei cambiamenti, anzi, a volte può farlo anche in modo repentino, ma è sempre un cambiamento temporaneo. Se chiedo a qualcuno di “raddrizzare” la schiena, si correggerà momentaneamente per poi tornare alle sue cattive abitudini. Non solo, si correggerà secondo un’idea astratta di “schiena diritta”. La nostra postura e il nostro modo di muoverci non sono dettati dall’intelletto, ma da schemi neuromotori insconsci: le abitudini, come le chiamava Moshe Feldenkrais, fondatore del metodo di autoeducazione neuromuscolare che sta alla base di MovimentoSano. Per cambiare le abitudini a nostro vantaggio quando esse ci limitano o ci danneggiano, dobbiamo lavorare sulla parte inconscia che le ha determinate, utilizzando appunto il linguaggio dei sensi. Da queste considerazioni nascono i 6 consigli di MovimentoSano per una buona postura:

1. Porta attenzione alle tue sensazioni

Ogni sensazione è un’informazione a quella parte inconscia del cervello che controlla il movimento: il respiro, l’appoggio dei piedi e delle parti del corpo a contatto con qualsiasi superficie, la comodità o la scomodità, le tensioni…

2. Senti, scopri e utilizza il tuo scheletro

Molti esercizi posturali si riferiscono ai muscoli, ma l’attenzione ai muscoli ti imprigiona in dettagli non utili per diventare consapevole del tuo movimento. E’ lo scheletro quello che ci sorregge, non i muscoli. Lo scheletro, se ben allineato, supporta il nostro peso senza alcuno sforzo muscolare. Ne nasce un senso di stabilità che ci permette di muoverci liberamente in ogni direzione, utilizzando la trasmissione della forza in modo diretto tra una parte e l’altra del nostro corpo. Se lavori sullo scheletro i tuoi muscoli faranno lo stretto necessario, evitando sforzi, tensioni e dolori. Puoi leggere a tale proposito l’articolo La funzione dello scheletro.

3. Elimina lo sforzo degli occhi

Gli occhi sono l’unico organo di senso connesso alle funzioni di movimento. Le tensioni agli occhi non solo inficiano la nostra vista, ma limitano anche i nostri movimenti e anche in questo caso si tratta di abitudini inconsce, per cui ti consiglio di scoprirle per poterle modificare e usare gli occhi in modo più efficace. I nostri stili di vita del resto non aiutano un corretto uso degli occhi, che rimangono molto tempo fissi sugli schermi, che siano del pc, del cellulare o della televisione. Per un approfondimento e alcuni suggerimenti puoi leggere l’articolo Occhi e movimento: una porta per la consapevolezza.

4. Respira in modo completo

Il respiro incide in modo profondo sulla nostra postura e sulla qualità dei nostri movimenti, oltre che sulla salute in generale, anche a livello emotivo e psicologico. Un buon respiro è versatile e si adatta continuamente a ogni posizione o azione e può aiutarci a eliminare stress e blocchi emotivi. Un respiro completo coinvolge l’intera persona; spesso invece si respira soltanto con alcune parti perché in altre la muscolatura è contratta, limitando il movimento. Puoi provare con la lezione audio Respirazione completa 1.

5. Cerca l’equilibrio

Essere in equilibrio è di fatto sentirsi in una posizione di riposo e non di sforzo, come ho accennato al punto 2 riferendomi alla funzione dello scheletro. Significa potersi muovere da qualsiasi posizione, in qualsiasi direzione, senza doversi riorganizzare e potendo fermare il movimento in qualsiasi punto per tornare indietro secondo il principio di reversibilità. Per trovare il tuo punto di equlibrio, puoi fare movimenti piccoli e lenti che ti aiutano a trovare il “punto neutro”, quello in cui non senti alcuno sforzo per rimanere in quella posizione.

6. Muoviti dal centro

Non sono le braccia, le mani, le gambe, i piedi a compiere un’azione, sei sempre tu, nel tuo essere intero, e la parte più potente è il tuo centro: il bacino, che contiene i muscoli più profondi e più grandi del corpo, connesso alla colonna vertebrale, nella sua possibilità di muoversi in tutte le direzioni. L’agilità della braccia e delle mani, la forza delle gambe, in una parola il buon uso degli arti (la periferia del tuo corpo) dipendono da un centro forte, tonico, elastico, flessibile e mobile, come descritto nell’articolo Scopri il potere e le funzioni del bacino.

Prova a portare attenzione a questi  sei punti, osservando e cercando di capire quali sono le tue abitudini, per poi inserire qualche cambiamento e se ti va, fammi sapere le tue scoperte. Ricordati che il cambiamento reale deriva dalla tua personale esperienza.

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Salva la schiena se lavori seduto al pc: lezione 1

Come fare per non soffrire di mal di schiena, dolori alla zona cervicale, tensioni alle spalle e alle braccia, stanchezza agli occhi in una vita che ci obbliga a tante ore da seduti? La ricetta di MovimentoSano è quella di rendere la posizione seduta da statica a dinamica, come spiego nel mio programma speciale dedicato al benessere da seduti. La buona notizia, infatti, è che questa posizione può essere dinamica, se il bacino impara a muoversi in tutte le direzioni, mentre rimane in saldo contatto con la sedia. In questo modo si possono recuperare flessibilità e leggerezza alla schiena, mobilità delle anche e del collo, libertà dei movimenti della testa.

Per un assaggio del programma speciale, ti invito a provare questa lezione audio, in cui puoi esplorare il bacino nella sua forma sferica e nelle sue possibilità di movimento anche a contatto con la sedia.

La funzione dello scheletro

E’ molto diffuso che le persone utilizzino la muscolatura al posto della struttura ossea, che invece  è l’architettura ideale per contrastare la gravità. Lo scheletro, infatti, ci permette di mantenere la posizione eretta con il minimo sforzo muscolare, così che i muscoli possano rimanere liberi di muoversi, funzione a cui sono deputati. Ottimizzare l’uso dello scheletro nel gioco di leve per un corretto allineamento e un movimento efficace significa mantenere elasticità, flessibilità, agilità. Se invece i muscoli sono perennemente impegnati per mantenerci in equilibrio, sostituendosi in un certo senso al lavoro dello scheletro, finiscono per essere cronicamente contratti, perdendo la loro vera funzione, che è appunto il movimento. Non solo, le contrazioni croniche possono esercitare una tale forza sulle ossa, da deformarne l’allineamento. Esempi ne sono il ginocchio valgo, la scoliosi, la lordosi e molto altri problemi che potrebbero essere superati o alleviati attraverso una riorganizzazione muscolo-scheletrica che può avvenire grazie all’autoeducazione neuromuscolare del Metodo Feldenkrais, il che significa imparare nuovi schemi di movimento, più efficienti, attraverso la consapevolezza di come ci si muove e delle proprie potenzialità. Non si tratta di correggere, ma di permettere alla persona un’autoesplorazione dei propri schemi per acquisirne di nuovi e più funzionali.

la funzione dello scheletroEcco cosa scrive il dottor Moshe Feldenkrais, in “Mente e corpo”:

La postura eretta è una proprietà biologica della struttura umana; non vi dovrebbe essere sensazione alcuna di azioni, contegno o sforzi di qualsiasi genere. Ad esempio, il peso della mascella inferiore con tutti i suoi denti è considerevole e, tuttavia, abbiamo qualche difficoltà nell’acquisire coscienza che facciamo qualcosa per mantenere alzata la mascella inferiore. Lo stato normale dei muscoli della mascella inferiore è una contrazione pari alla forza gravitazionale che agisce su di essa. I movimenti volontari sono ottenuti con una aggiunta o una deduzione a questa contrazione permanente. I muscoli della mascella inferiore, come la maggior parte dei muscoli dello scheletro, ricevono ordini sotto forma di impulsi scaturiti da più di una fonte. Lo “star su” è assicurato nel sistema nervoso da meccanismi antigravitazionali e non vi è sensazione di azione, né di sforzo, fintanto che il messaggio ai muscoli proviene dai centri inferiori. Nei muscoli cervicali avviene la stessa cosa. Malgrado il peso della testa e il suo centro di gravitazione situato davanti alla colonna vertebrale, non c’è sensazione di azione, né di sforzo nel mantenimento della testa. Ciò è dovuto alla contrazione considerevole di alcuni muscoli del polpaccio, ma noi non sentiamo alcuno sforzo.