Lo stretching che ringiovanisce

Lo stretching aumenta la tua flessibilità? La risposta è sì, a patto che tu conosca come funziona realmente, perché uno stretching sbagliato può far danni.  Lo stato di allungamento dei muscoli viene captato dai recettori delle fibre muscolari, i fusi neuromuscolari , che inviano le informazioni al midollo spinale (sistema nervoso centrale). Essi sono fondamentali sia per mantenere il normale tono muscolare e per eseguire movimenti ben organizzati, sia per prevenire lesioni e danni provocati da un eccessivo allungamento. Quando registrano uno stiramento, ordinano ai muscoli di contrarsi di più, secondo il fenomeno chiamato “riflesso di stiramento”. È un meccanismo sano, atto a prevenire lesioni e e strappi. Attenzione, quindi, a non provocarlo. Ricerche del Nicholas Institute of Sports Medecine and Athletic Trauma di New York e della Nebraska Wesleyan University hanno dimostrato l’inutilità dello stretching statico esercitato con forza meccanica, il quale di fatto provoca una deformazione delle fibre muscolari, poiché vengono allungate al di là dei propri limiti elastici. Non si tratta infatti di un allungamento, bensì di uno stiramento momentaneo e, una volta passato l’effetto, il muscolo si contrae, facendoci sentire l’esigenza di stirarlo di nuovo. Si crea così un circolo vizioso.

Bisogna quindi tenere presente che  la possibilità di allungare la muscolatura è determinata dal sistema nervoso e dalla sua “tolleranza” a un determinato raggio di allungamento. Se non tieni conto dei messaggi del sistema nervoso, continuando a forzare, i risultati saranno i seguenti:

1. non ci sarà alcun cambiamento in termini di flessibilità,

2. la muscolatura si accorcerà,

3. provocherai lesioni al tessuto.

La flessibilità si può ottenere soltanto attraverso la consapevolezza del proprio movimento, tale da permetterne il controllo. Anziché pensare a esercizi di stretching giusti o sbagliati, il primo passo verso questa consapevolezza è di osservarsi mentre si compie un gesto, evitando di agire in automatico.

Quando sai quello che fai, puoi fare quello che vuoi.

E’ una delle citazioni più famose di Moshe Feldenkrais, il cui Metodo è orientato proprio alla consapevolezza e al controllo dei movimenti (fisici e mentali, nella loro sincronia funzionale) e osservazione e attenzione a come si agisce sono fondamentali per iniziare a conoscersi.

Il secondo suggerimento è quello di introdurre nel propria quotidianità movimenti sempre più naturali, il che significa movimenti per i quali il sistema nervoso è programmato (secondo le esigenze di sopravvivenza dei nostri avi): camminare, correre, saltare, chinarsi, accovacciarsi, cambiare facilmente posizione da terra a in piedi ecc. Per riattingere a questo programma naturale, il consiglio è di evitare le troppe comodità. La “filosofia del comfort” infatti mina le nostre abilità e ci fa invecchiare anzitempo, facendoci dimenticare il grande repertorio di movimenti che abbiamo appreso quando, bambini, ci muovevamo per il piacere di esplorare e conoscere. Uno dei movimenti naturali è quello di sedersi per terra, in diverse posizioni (si può lavorare così anche al pc), abituandosi ad alzarsi e ad abbassarsi facilmente (si dice che questa abilità influenzi la nostra longevità!). Sempre secondo Feldenkrais, la vecchiaia inizia quando evitiamo alcuni comportamenti che riteniamo non adatti alla nostra età e così li dimentichiamo. In altri termini egli stava affermando quello che oggi gli neuroscienziati dichiarano sulla neuroplasticità (modificabilità del cervello): o la usi o la perdi. Quante volte da bambini abbiamo saltellato per strada o corso, abbiamo camminato all’indietro o su un piede solo, siamo saliti e scesi dai muretti… perché abbiamo smesso? Per darci un contegno? Il prezzo però è alto e forse vale la pena ricominciare a giocare (se si hanno bambini piccoli, figli o nipotini, c’è anche un’ottima scusa!). Un altro movimento che rafforza tantissimo è il gattonare e non è un caso se gli allenamenti sportivi oggi lo hanno integrato nei loro esercizi, assieme a tutta la gamma di quadrupedia animale, tanto da diventare una disciplina con l’animal flow. Di movimenti naturali che rendono i nostri muscoli potenti ed elastici ce ne sono tantissimi, senza nemmeno il bisogno di dividere il nostro tempo in categorie tra “esercizi” e “non esercizi”. Il sistema nervoso si adatta con la migliore risposta possibile: se passiamo troppo tempo incollati alla sedia ci trasforma in “esseri sedenti”, accorciando tutta la muscolatura profonda e i muscoli posteriori delle cosce. Dunque: non limitiamo i nostri movimenti e permettiamoci di esplorare le nostre possibilità, ampliare il repertorio, rimodellandoci a livello cellulare! Sopratutto, utilizziamo la nostra intelligenza, abbandonando l’idea che sforzi e dolori siano utili per raggiungere i nostri obiettivi. Se acquisiamo una buona organizzazione muscolo-scheletrica, eliminando i movimenti superflui (detti parassitari), il dolore non c’è.

Per migliorare il controllo muscolare e la propriocezione, aumentare la potenza, la coordinazione, la flessibilità e l’agilità attraverso l’intelligenza del sistema nervoso la vera chiave è l’educazione somatica, come il Metodo Feldenkrais, oggi sempre più diffuso non soltanto in campo riabilitativo, ma anche di prevenzione e di performance. Se sei uno sportivo, puoi scaricare gratuitamente l’ebook  che ho scritto “SmartFitness” dedicato all’allenamento body-mind. Interessante è anche questa tesi che ho trovato in rete sull’efficacia del Metodo Feldenkrais nell’allungamento dei muscoli ischiocrurali (i muscoli posteriori delle cosce).

Se vuoi provare, contattami, possiamo lavorare anche online.

Animal Flow versione Feldenkrais

La nuova tendenza negli allenamenti sportivi si chiama Animal Flow, un programma fitness che integra movimenti basati sulla quadrupedia con movimenti a terra: due temi cari al Metodo Feldenkrais, che infatti apporta benefici non soltanto quando ci sono problemi (dolori, tensioni, traumi post-operatori ecc.) ma anche quando si voglia migliorare un’abilità, in caso di artisti, acrobati, sportivi. E a proposito di allenamento in quadrupedia, puoi provare questa lezione “Quadrupedia 2″, in cui si esplorano l’appoggio su mani e piedi e diversi tipi di locomozione a quattro zampe. Se non l’hai fatta, puoi provare anche la lezione “Quadrupedia 1″ che esplora l’appoggio su mani e ginocchia. Sono lezioni che seguono i principi del Metodo Feldenkrais: vai piano, non stancarti, non fare sforzi, osservati con neutralità senza fissarti all’obiettivo, ma cercando di imparare il modo migliore, più funzionale ed economico di fare il movimento in modo fluido, armonioso, sena fatica e con piacere. Il Metodo serve infatti come apprendimento somatico che poi ci permette di fare meglio le attività in cui vogliamo migliorare. Nel caso dell’animal flow, ad esempio, potrebbe essere propedeutico perché quando si è imparato un movimento ben organizzato, lo si può poi eseguire facilmente alla velocità desiderata. Concludo ricordando l’articolo Gattonare per camminare bene, in cui descrivo i benefici della quadrupedia, in quanto una delle tappe fondamentali della nostra evoluzione, in cui passiamo da quadrupedi a bipedi, alzando il nostro baricentro rispetto ai “quattrozampe” e, di conseguenza, modificando il nostro equilibrio.

Non c’è movimento naturale che non sia funzionale

E’ interessante notare come in molti allenamenti o tecniche per migliorare prestazioni fisiche in campo sportivo, atletico e di semplice fitness si faccia sempre più riferimento al concetto di movimento naturale (definizione che peraltro risale agli Anni 20). Sempre di più i programmi di allenamento stanno sostituendo a lunghe serie di esercizi ripetitivi per allenare “parti” (addominali, glutei, braccia ecc.) o per rafforzare/allungare/tonicizzare questi o quei muscoli, movimenti con schemi motori più complessi e completi, che tengono conto dei collegamenti tra una parte e l’altra del corpo nell’eseguire un movimento. Quando un essere umano si muove – corre, salta, nuota, danza, pedala ecc. –  non si muove mai per parti o sezioni – dito, braccio, gamba, piede –  bensì nella sua interezza, anche nel compiere il più piccolo gesto. Isolare una parte è un’operazione artificiale, che in natura non esiste; operazione che noi umani possiamo fare su esigenze specifiche, come ad esempio può capitare a un mimo, a un danzatore, a un suonatore. Ma in natura, come spiegava Moshe Feldenkrais, non c’è il più piccolo movimento senza coinvolgere l’insieme. Non solo: non c’è movimento naturale che non sia funzionale, legato cioè a una funzione. Anche questo sapeva bene Moshe Feldenkrais, il cui Metodo permette di reimparare i “movimenti naturali” della specie umana per migliorare i movimenti della nostra quotidianità, movimenti che erano sempre legati a una funzione, a un obiettivo: girarci per guardare, guardare per orientarci, allungarci per afferrare un oggetto, muovere le dita per tenere il cucchiaio, alzare un braccio in modo da portarci il cibo alla bocca… Le sequenze delle lezioni di Consapevolezza Attraverso il Movimento sono sempre legate a funzioni precise e legato alle funzioni è il Metodo stesso. Ecco perché nelle lezioni Feldenkrais non si parla di esercizi: gli esercizi sono un’astrazione dalla realtà, mentre il Metodo è integrato nella vita pratica dell’essere umano e si rivolge al sistema nervoso e al modo di funzionare del cervello, per il quale un movimento isolato e ripetitivo non ha senso. Il senso che gli diamo è un’astrazione mentale, come potrebbe essere “rafforzare il muscolo” o “diminuire il girovita”.  Il nostro sistema nervoso è programmato per rispondere agli stimoli dell’ambiente e permetterci un continuo adattamento in base alle esigenze e ai bisogni individuali e della specie: esplorare, orientarsi, deglutire, respirare, raccogliere, afferrare, porgere, girarsi, fuggire, saltare, cibarsi… Se nel nostro allenamento i movimenti rimandano a una funzione, il sistema nervoso la riconosce in quanto è nel suo programma ed è coerente con il modo di organizzare il sistema muscolo-scheletrico. Riconoscendo la funzione, si attiverà per apprendere e migliorare quanto più possibile il movimento che rimanda ad essa. Ciò vale non solo per l’allenamento, ma anche in caso di terapia o riabilitazione. Lavorando sulla funzione non si tratta più di “allenare” una sezione muscolare, si tratta di allenare il corpo così da “accendere” il cervello, che di fatto organizza e dirige il movimento del corpo. E questo non solo facilita il compito, perché è più gratificante dare un senso a un movimento e quindi si migliora con facilità, ma amplifica anche i risultati, perché i miglioramenti non si limitano alla parte da allenare, ma comprendono la persona in sé, anche dal punto di vista psicologico.

Sull’allenamento con il Metodo Feldenkrais ho scritto la guida Smartfitness, che puoi scaricare gratis dal sito Piuturismo. Se vuoi saperne di più puoi approfondire nella sezione dedicata al programma SmartFitness.

Hai delle richieste particolari per la tua performance? Vuoi migliorare un’abilità? Ci sono dolori che persistono? Contattami per un percorso individuale, puoi lavorare con me anche online.

 

 

 

 

 

Corso Feldenkrais per i runner!

Primo corso in Italia di Metodo Feldenkrais per Runner: ogni, ore 19.30,  Spazio Neutro, via Marchesi de Taddei 21, Milano (zona De Angeli).

Di che cosa si tratta? Di un metodo sofisticato, innovativo e unico per migliorare le prestazione psicofisiche attingendo al potenziale del sistema nervoso. Si pratica attraverso semplicissimi e piacevoli movimenti eseguiti in modo da inviare nuove e preziose informazioni al cervello, l’organo da cui dipende il nostro funzionamento. Il motto è: se vuoi un corpo intelligente, allena il cervello non i muscoli.

Il movimento è composto dal sistema nervoso, che è il nostro software, e dall’hardware, che comprende il sistema scheletrico (con funzione di leva in risposta alla forza di gravità) e il sistema muscolare. Il segreto per sentirsi agili e potenti è quello di coordinare questi tre sistemi. E a poco vale correggersi se la corretta organizzazione non è integrata e assimilata nel corpo inteso come sistema vitale. La correzione rimane un pensiero astratto, non incarnato: l’apprendimento attraverso il corpo invece diventa apprendimento organico e integrato nel sistema corpo-mente.

Il Metodo Feldenkrais ti permette di arrivare alla consapevolezza del tuo movimento, ampliare il repertorio di possibilità, migliorare le tue funzioni, ritrovare il movimento naturale per il quale noi esseri umani siamo programmati e che a causa degli stili di vita sbagliati dimentichiamo. Il tutto in modo dolce, piacevole, divertente. Ne gioveranno le tue azioni quotidiane, la tua salute, il tuo stato di benessere, la tua autostima e, ovviamente, le prestazioni sportive.

Il Metodo è stato fondato dal dottor Moshe Feldenkrais (1904 – 1984) a metà del Novecento e le sue intuizioni e scoperte sono oggi convalidate dalle ricerche della neuroscienza che studia il funzionamento del cervello. Sempre più è applicato per il miglioramento delle funzioni umane in ambito artistico, sportivo e terapeutico.

Oggi si stanno riscoprendo i movimenti naturali per migliorare sport e altre preformance, oltre che per stare bene nella propria pelle. Questa riscoperta è qualcosa di ben noto al Metodo Feldenkrais, che ha nei movimenti naturali le proprie radici: le lezioni infatti sono costruite per ripercorrere tutte le tappe dell’evoluzione filogenetica e ontogenetica; le tappe che hai percorso da bambino per pote imparare a girarti, ruotare la testa, sederti, stare in piedi, camminare, correre e fare tutto quello che ti occorre per vivere, nella continua risposta di adattamento all’ambiente. Riesplorando queste tappe con attenzione, auto-osservazione e variazioni focalizzate sul processo anziché sull’obiettivo, trovi il tuo movimento “giusto”, quello che ti fa sentire bene, potente, agile, leggero ed elegante.

Il corso è annuale, a cadenza monosettimanale. Sono previste sessioni all’aperto a Parco Sampione e Monte Stella.

 

Male alle ginocchia? Occhio alle spalle!

Hai problemi alle ginocchia? Ti consiglio di iniziare a osservare la relazione tra anche e spalle quando cammini, potresti scoprire che l’origine dei tuoi guai è molto più lontana rispetto al punto dolente. Nella visione integrata del Metodo Feldenkrais, in cui muscoli e scheletro sono sistemi interconnessi, si porta l’attenzione all’intera persona e non alla parte compromessa, la quale in genere ci sta comunicando che è sovraccaricata di lavoro. Che cosa fare allora? Innanzitutto conoscere i propri schemi di movimento. Il primo passo è quello di iniziare a osservarti mentre cammini: quando fai un passo in avanti con il piede destro, che cosa fa l’anca destra? In quale direzione si muove? Quando lo hai scoperto, porta l’attenzione alla spalla destra, sempre mentre fai un passo in avanti con il piede destro. Dovresti accorgerti che mentre l’anca destra va avanti la spalla destra va indietro. Non è l’unico movimento che fanno spalla e anca, ma è sicuramente il più evidente. Una volta che hai sentito queste due direzioni, prova a camminare esagerando il movimento. Poi riprendi a camminare normalmente e senti se ci sono differenze rispetto a prima. Dopodiché cammina portando avanti e indietro anca e spalle assieme, nella stessa direzione, come se fossero un unico blocco. Camminando così, nota dove appoggia il piede destro, com’è il respiro, come senti la zona lombare e che cosa succede al ginocchio destro e poi riprendi a camminare normalmente. Senti che relazione c’è tra spalle, anche e ginocchia. A ogni passo le ginocchia accolgono il nostro peso per distribuirlo e scaricarlo allo stesso tempo alle altre articolazioni ed è quindi fondamentale che esso sia distribuito in modo omogeneo ed equilibrato. Se ad esempio il peso cade più su un lato o su un altro, all’interno o all’esterno del ginocchio, nel tempo la cartilagine in quel punto si deteriorerà e i tendini del lato opposto saranno a rischio di infiammazioni e lesioni. Di questi problemi ne sa qualcosa chi corre, che a volte deve perfino ricorrere a operazioni chirurgiche. Affinché il peso si distribuisca in modo corretto sul ginocchio, il sistema di leve dello scheletro deve utilizzato in modo ottimale. Prova di nuovo a camminare esagerando il movimento di anche e spalle e poi, dopo una dozzina di passi, a camminare bloccando anche e spalle assieme e osserva dove appoggia il piede quando fai il passo avanti. Tieni l’attenzione sulla parte destra (quando vorrai potrai fare la stessa osservazione sull’altro lato). Noterai che nel primo caso, nell’esagerazione del movimento opposto anca-spalla, i piedi appoggiano più vicini rispetto alla linea mediana (molto vicini tra loro, praticamente uno davanti all’altro, come se camminassi su un filo). Nel secondo caso, movimento anca-spalla nella stessa direzione, appoggiano lontani dalla linea mediana, ossia verso l’esterno. Osserva, sia in un caso sia nell’altro, come si distribuisce il peso sul  ginocchio quando appoggi il piede in avanti, fermandoti per un momento prima di continuare a camminare, così da localizzare lo sforzo del ginocchio e non solo (senti anche l’anca). Dopo aver provato le due modalità esagerate, torna a camminare come il tuo solito e senti se ci sono differenze rispetto a prima, se ti è più chiara la relazione anche-spalle e come il loro movimento influisca sull’appoggio dei piedi e sull’allineamento caviglia-ginocchia-anche. Questo è un esempio di auto-osservazione e di variazioni nella funzione del camminare che propongo durante le lezioni di educazione somatica Metodo Feldenkrais. La serie sul camminare è validissima anche per chi non ha particolari problemi, ma vuole migliorare le sue prestazioni, ad esempio la potenza e la resistenza della corsa. Soltanto se sai quello che fai, infatti, puoi cambiarlo, e quindi la consapevolezza del tuo movimento è un presupposto imprescindibile per il miglioramento.

Open class dedicata ai runners

Vivi a Milano, ami correre e vorresti migliorare le tue prestazioni senza incorrere in dolori e tensioni, stress e frustrazioni? Prenota ora la tua lezione gratuita dal programma Smartfitness per migliorare la corsa con il Metodo Feldenkrais. Al posto degli esercizi ripetitivi per allenare i muscoli potrai provare inusuali e piacevoli combinazioni per allenare il cervello: del resto è lui che decide che cosa fanno i tuoi muscoli! Inedito in Italia, sofisticato e innovativo anche per il resto del mondo, adottato da grandi campioni, il Metodo Feldenkrais agisce a livello neurologico per migliorare le funzioni umane. Se ti sei sentito o sentita correggere tante volte, se tante volte ti sei corretto o corretta per poi ricadere negli stessi errori o per soffrire di dolori alla schiena, alle spalle, al collo, alle ginocchia, ai piedi ecc. è arrivato il momento di sostituire le correzioni “astratte” con un apprendimento integrato nel corpo. Quello che hai cercato di “aggiustare” per anni si autocorreggerà in modo naturale, sorprendendoti per le tue potenzialità di miglioramento. Questo ovviamente non accade in una lezione, ma attraverso una pratica costante, ma nella lezione sentirai subito le differenze tra un prima e un dopo nel movimento test che si esegue all’inizio e alla fine dei 45 minuti di pratica.

La lezione, gratuita, è un’iniziativa di Soulrunning in collaborazione con il canale Salute e Fitness di Piuturismo. E’ a numero chiuso, ti consiglio di prenotare su eventbrite.

Per approfondimenti sulla lezione del 23 giugno, puoi leggere anche l’articolo pubblicato su Piuturismo.

SmartFitness alla “Milano Running Expo”

MovimentoSano con il programma SmartFitness per SmartRunner partecipa alla seconda edizione di “Milano Running Expo”, il primo test & show event dedicato ai runners, organizzato da Soul Running con il patrocinio del Comune di Milano. Il 16 e il 17 aprile al parco Monte Stella di Milano gli appassionati della corsa avranno due giorni per testare scarpe, abbigliamento e accessori in percorsi trail e running e per partecipare ad allenamenti collettivi, sotto la guida di campioni come Giorgio Calcaterra, Davide Chevraz, Simona Morbelli, Giulio Ornati, Giuliano Cavallo e con il tecnico della nazionale di Atletica Leggera Giorgio Rondelli.

Domenica 17 aprile alle ore 16.00 MovimentoSano presenta SmartFitness per SmartRunning: un’introduzione ai principi dell’allenamento body-mind e una pratica dimostrativa sul campo.

L’allenamento di SmartFitness si basa sul principio che il nostro cervello e il nostro corpo sono un’unità funzionale, come confermano le più recenti scoperte della neuroscienza, e crescono insieme solo attraverso il perfezionamento dei nostri movimenti. Il movimento è composto da tre sistemi integrati: il sistema nervoso, il sistema muscolare, il sistema scheletrico, che devono essere in accordo per ottenere un movimento ben organizzato, il che significa un movimento funzionale, economico, potente, fluido ed elegante. Smart Fitness lavora sui tre sistemi contemporaneamente: utilizza il movimento per agire sul sistema nervoso, inducendolo a ricablarsi per controllare al meglio il movimento. In pratica sostituisce sforzi inutili, tensioni, dolori, rischi di lesioni e frustrazione psicologica con un processo di apprendimento neuro-muscolo-scheletrico che porta alla consapevolezza del movimento. Non si sostituisce all’allenamento tecnico, ma lo supporta e lo facilita, con risparmio di tempo e fatica ed eliminando i rischi per la salute.

Vieni a provare il 17 aprile, ore 16.00 al parco Stella di Milano!

 

Le chiavi per diventare uno Smart Runner

Il programma SmartFitness di MovimentoSano ti permette di essere al comando del tuo corpo, diventando consapevole del tuo movimento per poterlo gestire e controllare. Il primo segreto per ottenere le performances desiderate è conoscere i propri schemi muscolo-scheletrici e per conoscerli occorre osservarli. La prima strategia di SmartFitness è quella dell‘auto-osservazione in slow motion, una tecnica usata da molti campioni. Solo quando sai quello che fai, puoi modificarlo, migliorarlo e ampliare le tue possibilità. L’obiettivo è quello di trovare un movimento economico, funzionale, potente ed efficace senza pagarlo in termini di sforzi, tensioni, stress e usura. In questo audio “Le chiavi per diventare uno SmartRunner” ti offro un assaggio della strategia di auto-osservazione durante la corsa, un ottimo inizio per uno SmartRunner. Puoi ascoltare l’audio con le cuffiette la prossima volta che vai a correre e poi, quando hai familiarizzato con questo tipo di lavoro, puoi continuare da solo. Se non lo hai mai fatto, puoi trovare piuttosto impegnativo portare l’attenzione alle varie parti di te mentre sei in movimento, quindi concediti il tempo di abituarti, rallenta la corsa oppure osserva soltanto alcuni elementi per volta, suddividendo il lavoro in più giorni. Importante: non correggerti, osserva in modo neutro, con curiosità. L’audio è rivolto ai runners, ma può essere utile anche a chi pratica altri sport, perché trovare una buona organizzazione nella corsa e nella camminata migliora globalmente l’uso di sé in tutti gli altri movimenti. E’ soltanto un assaggio, se vuoi proseguire puoi contattarmi per un personal training, con una consulenza personalizzata sulle tue esigenze.

Ti ricordo che puoi scaricare gratis la guida SmartFitness per capire i principi su cui si basa questo allenamento.

Buona corsa!

Le chiavi per diventare uno SmartRunner

Convinzioni da sfatare

Siamo talmente convinti di certi principi che se qualcuno li contraddice lo guardiamo con sospetto: è quello che può capitare a chi svolge il mio lavoro di educatrice somatica (o neuromuscolare) con il Metodo Feldenkrais. Già il solo nome di quello che faccio è oscuro, figuriamoci quando dico che “meno fai e meglio è” o che “per sentire di più devi diminuire lo sforzo”, “che provare dolore muscolare non serve per migliorare una performance sportiva”, “che non c’è bisogno di fare un movimento da entrambi i lati tanto un lato lo insegna all’altro” e altre stranezze simili. Ma come?! Dove sono finiti la fatica, l’impegno, la volontà, lo sforzo, il concetto di postura corretta, l’esercizio ripetuto?! Per quanto mi riguarda (e anche per quanto riguarda le nuove frontiere del fitness, del benessere e della scienza) nel cestino. Attenzione: non sto affermando di non praticare attività aerobica, correre, saltare, sudare ecc. Mi riferisco a come migliorare l’uso di sé e migliorare attraverso l’intelligenza, sfatando il mito “no pain, no gain”, ancora molto radicato. Ma un esercizio ripetuto con sforzo muscolare non serve all’apprendimento autentico, perché non invia informazioni al cervello in modo che questo possa cambiare l’uso dei muscoli (che di cervello non ne hanno). Sì impara, è vero, il gesto, ma in modo inefficiente: sprecando energia, usurando il corpo. Il quale ci avverte di questa cattiva organizzazione attraverso il dolore. Il punto è – e forse non te lo ha mai detto nessuno – che il movimento ben eseguito è quello che dà piacere, non quello che procura dolore, sfinimento, frustrazione. Basta osservare un bambino di quattro anni mentre gioca in libertà. Noterai una varietà infinita di movimenti, di esplorazioni continue, fino a raggiungere il traguardo attraverso la strada più efficace, perché nei suoi tentativi quando sente un disagio o una scomodità il bambino (mica è stupido!) non insiste, cerca un’altra via, si dà nuove possibilità. E’ creativo. Si diverte e impara. Impara in un’ora tante di quelle cose che noi adulti nemmeno ce lo possiamo immaginare. Allora a noi che cosa è successo? Perché ora anziché continuare come quando eravamo bambini, attraverso l’esplorazione, i tentativi, la creatività, insistiamo a eseguire ripetizioni infinite di movimenti per ottenere i risultati desiderati? Spesso provando frustrazione, sentendoci incapaci, inadatti, non abbastanza bravi. Perché se lui, il bambino, impara tante cose senza che nessuno gliele insegni, noi invece abbiamo sempre bisogno di qualcuno che ci dica se quello che facciamo è giusto o sbagliato? Che cosa ci è successo? Ci siamo dimenticati della parte più bella (a mio avviso) della vita: l’apprendimento, che è un processo creativo infinito. Quel tipo di apprendimento organico (gli scienziati lo chiamano embodied cognition) che ci permette di evolvere interiormente, di trovare le nostre soluzioni, la nostra strada. Non ti stupire se un educatore somatico non ti dice se fai bene o male, perché non è quello il suo compito. Il Metodo Feldenkrais non ti dà la ricetta giusta, ti fornisce gli strumenti perché tu possa trovare le tue risposte. Accende la tua intelligenza, stimola le tue potenzialità, guidandoti in quella dimensione che hai vissuto da bambino, quando apprendevi con l’intero te stesso, cuore pancia testa corpo, per agire nel mondo “a modo tuo”, felice delle tue conquiste. Nessuno ti ha detto come tenere la testa eretta, girarti, rotolare, gattonare, afferrare, accarezzare, bere, succhiare, sederti, alzarti, pensare, sorridere, piangere, amare… eppure hai imparato tutto questo e molto di più.