Metodo Feldenkrais: apprendere col corpo in un modo inedito

L’educazione neuromotoria fondata dal dottor Moshe Feldenkrais, che è alla base della pratica di MovimentoSano, utilizza il movimento fisico come strumento per apprendere nuovi e più efficaci modi di utilizzare se stessi, ossia di muoversi a livello fisico, emotivo, psicologico. Il movimento è quindi il mezzo per una più profonda e autentica conoscenza di sé, che dal corpo si trasmette al cervello e al nostro sistema nervoso. Affinché questo accada, si devono lasciar cadere molte convenzioni e convinzioni cui siamo legati. Per chi prova per la prima volta può essere anche spiazzante, perché riceverà indicazioni mai sentite fino ad allora.

Ecco un breve riassunto delle peculiarità del Metodo Feldenkrais, che trovi nella pratica di MovimentoSano:

  • nessun modello: ognuno ha la propria personale organizzazione e la giusta postura è quella che ti permette di muoverti con facilità in relazione alla tua condizione,
  • nessuno sforzo: non ci si deve sforzare o affaticare, poiché il sistema nervoso impara attraverso sensazioni piacevoli e non attraverso il dolore, che fa scattare meccanismi di difesa che impediscono l’apprendimento,
  • nessun giudizio: non esistono i concetti di giusto o sbagliato, perché quando ti muovi senza sforzo e con facilità, godendo del piacere di muoverti, significa che hai trovato il modo giusto per te,
  • lento è meglio: rallentare i movimenti serve ad affinare la consapevolezza e la conoscenza di sé, osservando e ascoltando cosa accade mentre si compie un’azione. Fino a quando si agisce con la solita velocità, è impossibile capire cosa si sta realmente facendo e si continua ad agire secondo le abitudini e gli schemi acquisiti. Nel movimento piccolo e lento si apre invece lo spazio per la scoperta, l’esplorazione,  l’apprendimento e la consapevolezza,
  • no stretching : allo stiramento dei muscoli si sostituiscono allungamento e flessibilità, per mantenere l’elasticità e la tonicità nel tempo, senza bisogno di esercizi ripetitivi,
  • integrità: non c’è mai un lavoro isolato su una parte e anche quando la lezione ha un focus (occhi, mandibola, anche, bacino , respiro ecc.) è sempre coinvolta l’intera persona, perché siamo un sistema integrato e non parti separate,
  • cambiamenti radicali e duraturi: la pratica stimola le potenzialità del sistema nervoso e quindi il processo di cambiamento è frutto di una trasformazione individuale, concreta e  autentica, non delegata all’esterno bensì interiorizzata e acquisita come propria.

“Feldenkrais non si limita a lavorare sui muscoli, ma opera delle trasformazioni sul cervello stesso”. (Karl Pribram, neurofisiologo)

 

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